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La tempesta, ultima tra le creazioni
di Shakespeare, è ritenuta la manifestazione del suo testamento.
Vi si trovano riuniti i temi e le vicende che hanno colmato le sue opere:
tradimento, lotta per
il potere, esoterismo e materialità, amore e disprezzo... ed infine
il perdono, eroico sentimento della natura umana.
L'elemento dominante nella vicenda risale a fatti accaduti in
un passato remoto ("dodici anni or sono..."): il tradimento operato
dal fratello, usurpatore del ducato di Milano, ed il conseguente
esilio forzato di Prospero e di sua figlia Miranda.
Il destino offrirà a Prospero l'occasione per vendicarsi, ed egli,
grazie alle sue doti magiche, trasformerà la sua vendetta in pietoso
perdono.
Come esprimere nella messa in scena teatrale i sentimenti che
invadono e percorrono l'opera?
Come rendere manifeste le sovrastrutture
che la percorrono, quali la magia, il gioco dei quattro elementi
al servizio forzato dei poteri di Prospero?
Ed infine, come dare
visione della vitalità dell'intera natura che s'agita e freme
tutt'intorno alla commedia?
L'arte magica del drammaturgo fa vivere
sotto i nostri occhi gli elementi mitici ed antropomorfi tanto
cari all'autore, trasformandoli in folletti, arpie, trikster o
più semplicemente suoni primordiali di una natura animata.
Caliban
e Ariel, ne sono l'espressione più eloquente.
In questo movimento vitale che il testo offre, la nostra messa
in scena ha cercato di affiancarsi al testo poetico, facendo dello
spazio scenico elemento "mutante", continuamente in costruzione,
adeguandolo ai vari spostamenti di scena e di sentimento che il
drammaturgo suggerisce.
L'intera tridimensionalità dello spazio è usata al servizio degli
accadimenti e dei personaggi che vi interagiscono, rendendo il
lavoro dell'attore intensamente immerso nella suggestione dell'elemento
magico, suscitato e suggerito dalle parole di Prospero.
Anche i rumori ed i suoni che circondano lo spettatore, aggiungono
alla visione maggior intensità emotiva e in pari tempo creano
una condizione estremamente esotica.
Così, oltre al fascino e alle suggestioni date dall'ascolto del testo che, nonostante una leggera riduzione, rimane quello
dell'autore, lo spettacolo è in pari tempo da guardare per le
varie trasformazioni, visioni e panorami che vi appaiono attraverso
la manipolazione della scena e dei suoi elementi e, non ultimo,
per l'abilità che l'attore è obbligato a mettere in scena per
assecondare le intuizioni svolte nella rappresentazione.

Necessità:
- Spazio Scenico: (Palco o Sala oscurabile).
Lo spettacolo può essere rappresentato anche all'aperto
- Larghezza:12 m - profondità: 6 m. - Altezza: 4 m.
- Prese di corrente 220v e 380v
- Potenza elettrica 10 Kw
- Posto a sedere per gli spettatori
Tempi di allestimento scena: 3 ore
Tempi di smontaggio scena: 2 ore
Impianti audio ed illuminotecnico in dotazione della compagnia
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