LA TEMPESTA
di William Shakespeare

La tempesta, ultima tra le creazioni di Shakespeare, è ritenuta la manifestazione del suo testamento. 
Vi si trovano riuniti i temi e le vicende che hanno colmato le sue opere: tradimento, lotta per il potere, esoterismo e materialità, amore e disprezzo... ed infine il perdono, eroico sentimento della natura umana.
L'elemento dominante nella vicenda risale a fatti accaduti in un passato remoto ("dodici anni or sono..."): il tradimento operato dal fratello, usurpatore del ducato di Milano, ed il conseguente esilio forzato di Prospero e di sua figlia Miranda.
Il destino offrirà a Prospero l'occasione per vendicarsi, ed egli, grazie alle sue doti magiche, trasformerà la sua vendetta in pietoso perdono.
Come esprimere nella messa in scena teatrale i sentimenti che invadono e percorrono l'opera? 
Come rendere manifeste le sovrastrutture che la percorrono, quali la magia, il gioco dei quattro elementi al servizio forzato dei poteri di Prospero? 
Ed infine, come dare visione della vitalità dell'intera natura che s'agita e freme tutt'intorno alla commedia? 
L'arte magica del drammaturgo fa vivere sotto i nostri occhi gli elementi mitici ed antropomorfi tanto cari all'autore, trasformandoli in folletti, arpie, trikster o più semplicemente suoni primordiali di una natura animata. 
Caliban e Ariel, ne sono l'espressione più eloquente.
In questo movimento vitale che il testo offre, la nostra messa in scena ha cercato di affiancarsi al testo poetico, facendo dello spazio scenico elemento "mutante", continuamente in costruzione, adeguandolo ai vari spostamenti di scena e di sentimento che il drammaturgo suggerisce.
L'intera tridimensionalità dello spazio è usata al servizio degli accadimenti e dei personaggi che vi interagiscono, rendendo il lavoro dell'attore intensamente immerso nella suggestione dell'elemento magico, suscitato e suggerito dalle parole di Prospero.
Anche i rumori ed i suoni che circondano lo spettatore, aggiungono alla visione maggior intensità emotiva e in pari tempo creano una condizione estremamente esotica.
Così, oltre al fascino e alle suggestioni date dall'ascolto del testo che, nonostante una leggera riduzione, rimane quello dell'autore, lo spettacolo è in pari tempo da guardare per le varie trasformazioni, visioni e panorami che vi appaiono attraverso la manipolazione della scena e dei suoi elementi e, non ultimo, per l'abilità che l'attore è obbligato a mettere in scena per assecondare le intuizioni svolte nella rappresentazione.

Necessità:
- Spazio Scenico: (Palco o Sala oscurabile).
Lo spettacolo può essere rappresentato anche all'aperto
- Larghezza:12 m - profondità: 6 m. - Altezza: 4 m.
- Prese di corrente 220v e 380v
- Potenza elettrica 10 Kw
- Posto a sedere per gli spettatori

Tempi di allestimento scena: 3 ore
Tempi di smontaggio scena: 2 ore
Impianti audio ed illuminotecnico in dotazione della compagnia