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Il titolo "Avàd Shamàr"
è costituito dall'unione di due termini ebraici che insieme
significano "colui che è chiamato a proteggere l'uomo
sulla terra". Nello spettacolo assume il significato
particolare di "uomo giusto", cioè colui che
cerca i modi per trasformare la realtà e per essere egli stesso
trasformato attraverso le più alte istanze dell'umanità. Lo
spettacolo, facendo memoria dei molti, per lo più sconosciuti o
dimenticati, che dando la loro vita in sacrificio hanno salvato il
mondo, diviene un luogo di battaglia tra le forze e gli spiriti
che lo abitano, un luogo dove è possibile schierarsi contro o a
favore di coloro che calpestano la dignità umana. E' la memoria
di tutti quegli uomini che la storia ci consegna come giusti.
Uomini che hanno resistito a quel potere imperante e disumano che
non accetta la libertà, la responsabilità e la creatività
dell'uomo. Avàd Shamàr è quindi la memoria ultima e
sempre presente dell'uomo che assiste alla lotta per la sua vera
identità, all'Armaghedòn, in cui la posta in gioco altro
non è che la nuova terra, donata perché la si serva: la
terra del cuore.
Necessità:
- Spazio Scenico: (Sala oscurabile).
- Larghezza:12 m - profondità: 6 m. - Altezza: 4 m.
- Potenza elettrica 3.000 W
- Posto a sedere per gli spettatori
Tempi di allestimento scena: 6 ore
Tempi di smontaggio scena: 3 ore
Impianto illuminotecnico in dotazione della compagnia
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